venerdì 18 marzo 2011

FUOCHI D'ARTIFICIO


Stiamo per mandare una supposta bollente

nel buco del culo della terra

e la cura potrebbe essere definitiva!


Una bella reazione a catena

che farebbe impazzire di gioia crosta, mantello

ma soprattutto nucleo.


E vai! Fuochi d'artificio a go go!


Ciao Terra,

per quel poco che siamo state insieme

mi sei piaciuta!

sabato 5 marzo 2011

SARA' VERO?


" Un uomo buono può anche essere stupido,

uno cattivo invece,

non può assolutamente fare a meno di essere intelligente"


Maksim Gor'kij

martedì 15 febbraio 2011

POESIA DI NAZIM HIKMET


" Sei la mia schiavitù sei la mia libertà

sei la mia carne che brucia

come la nuda carne delle notti d'estate

sei la mia patria

tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi

tu, alta e vittoriosa

sei la mia nostalgia

di saperti inaccessibile

nel momento stesso

in cui ti afferro."




lunedì 14 febbraio 2011

IL GIOCO NON VALE LA CANDELA


Il gioco non vale la candela è un'espressione idiomatica della lingua italiana.

La locuzione è utilizzata quando si vuole esprimere la propria riluttanza a

compiere un sacrificio che non farà ottenere un utile proporzionato.

Questa espressione è di origine medievale o secondo alcune fonti, del XVI secolo.

A quel tempo si usavano candele o lampade ad olio per qualunque attività notturna, e il costo delle candele, specie per le classi sociali più basse, poteva diventare una spesa considerevole.

Era quindi consuetudine per i giocatori di carte, lasciare una piccola somma o a volte una vera e propria candela, all'oste della locanda o a chi li ospitava.

Il modo di dire si diffuse rapidamente tra i giocatori d'azzardo per indicare

partite in cui si era perso molto danaro o nelle quali le vincite erano state così basse da non coprire neanche la piccola somma lasciata per la candela.

domenica 6 settembre 2009

Metti una domenica a pranzo


Sai quando entri in un posto e ti senti subito a casa?
E non dovevi essere lì.
Dovevi essere a mare a rubare l'ultimo sole di stagione;
ma il tempo ribelle ti fa turista e girovago
e parti alla scoperta della città
e dopo musei e scorci panoramici
cerchi un ristorante
e tra i tanti segnalati e tutti chiusi
o al completo
trovi l'unico disponibile
e non sai cosa aspettarti
poi entri e sorridi
e ti rilassi,
ti lasci coccolare da Danilo e da sua moglie,
dai loro manicaretti,
dai loro amici presenti e assenti
ma comunque presenti
sulle pareti del locale
o nelle pagine del menù
come Silvano Paganelli
nel cuore e negli occhi,
nelle parole e nell'amore
di chi lo racconta
perché i suoi sogni escano dal "baule del tempo"
e diventino vita per tutti...

"-Da ubriaco-
per baciarti bene
tra il vino e la gioia di viverti
verserò un'altra sera
nel mio bicchiere di sempre
ancora bagnato
di quello strabevuto ieri.
Mandarti via.
E seguirti fino a quando sei qui.
E anche dopo.
Da ubriaco. Sempre.
Sorseggiando la vita."
Silvano Paganelli



Tratto da: "Per scala e pagliai"
presso il ristorante: "Osteria Teatro Strabacco"
via Oberdan, 2 Ancona


Splendida